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  Didattica |
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Archeoastronomia |
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Riviste elettroniche |
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Agli insegnanti |
Il rilevamento archeoastronomico  |
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In
archeoastronomia un rilevamento esige, naturalmente,
che l'approccio avvenga contemporaneamente sia dal punto
di vista archeologico come da quello astronomico. Con
una superficiale conoscenza dell'una materia come dell'altra
il risultato è fallace, e l'indagine empirica.
In una parola l'archeologo deve interagire con l'astronomo
e l'umanesimo si deve integrare con la matematica certezza
dei dati. Ma queste cognizioni di per sé non
sono ancora sufficienti, in quanto non possono essere
trascurate cognizioni di base relative all'antropologia,
all'etnologia, alla storia delle religioni, alla mitologia,...
La figura professionale che ne esce ricomprende in sé
cognizioni di astronomia sferica, di archeologia e di
altre discipline utili all'indagini. E' chiaro allora
che una solida base di conoscenza archeologiche è
necessaria nello svolgimento di questo lavoro. Ed ancora!
Occorrono conoscenze non superficiali relative alla
morfologia del luogo che si sta esaminando, alla sua
storia, alle vicende che l'hammo interessato,... In
presenza di reperti (le nostri fonti) sarà opportuno
procedere ad un'indagine scientifica dei manufatti,
ed ad una loro indagine scientifica tramite mezzi appropriati,
quali il dosaggio del fluoro, dell'azoto e dell'uranio
se in presenza di ossa, l'idratazione dell'ossidiana,
la palinologia. Per coloro che abbiano accesso a strumentazioni
più sofisticate, si riterrà necessario
il ricorso al Carbonio 14, alla termoluminiscenza (manufatti
in terracotta), all'archeomagnetismo, alla dendrocronologia.
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Teodolite fine ottocento
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Chi
effettua un rilievo archeoastronomico deve (dovrebbe!)
avere con sé sempre i seguenti strumenti: il
teodolite, la bussola, una calcolatrice scientifica,
un GPS, un altimetro, un orologio (possibilmente radio-controllato),
un PC portatile al fine di simulare il cielo in epoche
remote, un filo a piombo, una fettuccia metrica, un
termometro e carte topografiche.
Il teodolite serve per determinare gli azimut dell'allineamento
in esame, le declinazioni dei corpi celesti, gli orientamenti
delle piante di scavo. Non è necessario ricorrere
ad un teodolite digitale di ultima generazione, uno
di quelli che si trovano sulle bancherelle dei mercati
o delle fiere va più che va bene. L'alternativa
al teodolite è costituita dallo squadro sferico
graduato e dall'inclinometro. Questi vanno sempre usati
assieme perché il primo misura angoli azimutali,
il secondo zenitali. Rispetto alla bussola presentano
il vantaggio di misurare l'azimut con metodi astronomici
dello stesso tipo di quelli usati con il teodolite.
Essendo trasportabili possono risultare molto utili
nel survey di medio-breve raggio.
La bussola, anche se sconsigliata da parecchi per la
sua imprecisione, è tuttavia assai utile per
effettuare un rapido orientamento dell'oggetto in esame:
una bussola digitale ormai reperibile a poco prezzo,
è quanto mai indicata. |
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Utilissimo può risultare un
binocolo da marina con bussola da rilevamento incorporata.
Anche in questo caso la precisione non è altissima.
La sfiducia nei confronti della bussola deriva dal fatto
che essa non consente di effettuare stime al di sotto
dei 30', e che risente troppo della declinazione magnetica
del posto: sarebbe quanto mai opportuno procurarsi una
carta con la declinazione stimata di quel posto.
Nello stabilire le coordinate esatte del posto in esame
(l'errore è ad oggi di pochi metri), niente è
meglio del GPS (Global Position Sistem), questo ingloba
in sé una bussola ed un altimetro, ma come bussola
gli è preferita la bussola magnetica. Ricordarsi
che se si è in una grotta, in una tomba od anche
in una fitta foresta il GPS non funziona perché
non riceve segnale dai satelliti.
Utilizzando il teodolite è buona prudenza ripetere
ogni misura una seconda volta dopo avere ruotato il
cannocchiale di 180° sull'asse zenitale (letture
coniugate) per eliminare gli errori di collimazione
e d'inclinazione (regola di Bessel). Per approfondire
quaesti aspetti si consiglia di andare ad un sito dedicato,
oppure fornirsi della consulenza di un geometro, o procurarsi
un libro. |
Bussola
prismatica |
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Orologio-Altimetro-Termometro-Barometro |
L'intera
sequenza delle operazioni richiede parecchi giorni di
permanenza sul posto, anche in previsione di non avere
sempre le condizioni meteorologiche ottimali.
Le operazioni sul posto prevedono innanzi tutto una
mappatura completa del sito che si sta indagando. Questa
comporta che sia riportata sulla carta l'intera zona
in esame, calcolando l'altezza dell'orizzonte visibile:
se all'orizzonte ci sono degli alberi occorre rappresentarsi
il posto senza la loro presenza. Successivamente si
verificherà mediante operazioni di calcolo la
probabilità che orientamenti eventualmente riscontrati
non siano casuali, ma siano degli indicatori potenziali.
Altro materiale da recare sempre con sé dovrebbero
essere le paline, le aste graduate, generalmente
di colore rosso-bianco, che vengono in genere fornite
con il teodolite. Esse servono per confinare il terreno,
effettuare le misure in relazione ad alcuni punti, fotografare
la zona e studiarla poi approfonditamente.
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Inclinometro digitale a tubo |
L'uso
delle carte topografiche serve per determinare le tre
coordinate geografiche - latitudine, longitudine (se
non si dispone di un GPS), altezza sul livello del mare
(s.l.m.), stime necessarie per il calcolo astronomico.
Sono adatte allo scopo le carte dell'Istituto Geografico
Militare Italiano I.G.M. e delle Amministrazioni Regionali
(Carte Tecniche Regionali C.T.R.). Le carte devono essere
a grandissima scala (1:5.000; 1:10.000).
La determinazione di quota s.l.m. si ricava con una
lettura diretta delle curve di livello (isoipse). Un
particolare problema è posto dal fatto che molte
carte considerano il meridiano di Monte Mario (Roma)
e non quello di Greenwich. Nella vecchia cartografia
I.G.M. la longitudine del suolo italiano è purtroppo
contata infatti da questa località, della quale
è data, a sua volta, la longitudine da Greenwich.
Occorre quindi calcolare prima quella del sito da M.
Mario e sottrarla o addizionarla poi a quella di M.
Mario da Greenwich a seconda che il sito si trovi, rispettivamente,
a W o a E di M. Mario: la somma algebrica dei due valori
da la longitudine del sito da Greenwich.
Per l'esecuzione dei calcoli si può usare sia
un software adatto, sia una calcolatrice scientifica.
Il software deve essere creato ad hoc dallo studioso
applicando tutte le formule ed il rigore di calcolo
necessari. Le procedure di calcolo devono essere della
massima precisione. Le procedure riportate nei trattati
di astronomia sono quelle che offrono le maggiori garanzie
di precisione. Si consiglia la lettura del classico
testo di Meeus del 1990 che è ricco di precisi
algoritmi. |
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