Associazione Astronomica Ettore Majorana
 

Didattica

 
  - Agli Insegnanti: perché l'Astronomia? Considerazioni sulla sensibilizzazione degli alunni -

Questo discorso rivolto agli insegnanti di tutte le scuole, compresi quelli di scuola materna, vuole offrire alcuni spunti di riflessione.
Non che gli insegnanti abbiano bisogno di ulteriori approfondimenti, anzi già ne portano a termine troppi, ma soltanto si vuole proporre l'avvicinamento alla tematica astronomica da un aspetto, se non del tutto trascurato, tuttavia assai poco considerato, quello umanistico, che vuole essere comprensivo anche di quello scientifico.
Insegnando l'astronomia ai cittadini di domani, a coloro che saranno chiamati, per vocazione od ambizione poco importa, a governare la nostra vita civile, e quindi ad imporre a noi le loro scelte, l'obiettivo che dobbiamo raggiungere non è assolutamente quello di far di loro dei piccoli astronomi oggi e dei valenti ricercatori domani. Quest'obiettivo può anche giungere naturalmente per passione, interesse o vocazione, ma questa è un'altra cosa, un passo ulteriore di indirizzo del proprio "sentire", espresso attraverso questa professione, lasciatemelo dire, un poco particolare.
Insegnando ai piccoli alunni a ragionare sui diversi colori del giorno, sulle dimensioni apparentemente diverse del Sole e della Luna nei diversi momenti della giornata, insegnando agli alunni delle scuole elementare la praticità della matematica mediante l'uso di piccole formule che consentano di ricavare tramite divisioni e moltiplicazioni valori esatti, insegnando agli allunni delle medie a costruire un piccolo strumento per l'osservazione del cielo, ed infine insegnando ai più grandi, agli alunni delle superiori, a vedere come questa materia ineteragisca profondamente con tutte le altre, non meno di quanto avviene (e forse più) con la letteratura, la musica, le arti figurative e tante altre discipline, mostrando infine i nessi con il pensiero filosofico e storico, con il progredire del vivere civile, si sarà svolta un'operazione in più, che se ben portata a termine, se ben incisiva, se condotta con passione, vedrà, alla fine del percorso, cittadini diversi.
Certo, si richiede qui quasi l'impossibile: che un alunno trovi un tale insegnante, intendo con tali caratteristiche, in tutti i gradi di scuola che egli frequenta.
Ma immaginiamo per un momento che un alunno sia così fortunato da imbattersi in un tale tipo di insegnante, e supponiamo ancora che alle scuole elementari e medie egli venga folgorato da una tale passione per l'entusiasmo che l'insegnante avrà saputo trasmettergli. Cosa accadrà?
Che l'alunno delle scuole materne (estendiamo pure la fortuna) non solo avrà imparato a distinguere i diversi colori del cielo, ed il diametro apparente diverso del Sole al mattino ed a mezzogiorno, ma avrà appreso una nozione (uso volutamente questo termine) fondamentale: che l'osservare è cosa diversa dal guardare. Forse non saprà ancora apprezzare la distinzione profonda fra i due concetti,
ma qualcosa di diverso che c'è nei due modi di rapportarsi con il mondo esterno avrà per sempre intuito.
Così, per altri metodi e vie, proseguirà l'alunno delle elementari, delle medie e delle superiori, avendo sempre come finalità principale l'indagare, il ricercare, lo scoprire, lo giocare con gli oggetti del nostro studio e della nostra ricerca.
Le tecnice di approccio possono essere diverse, e tutto può essere usato per stimolare la sensibilità, la voglia di crescere, di conoscere dell'alunno, del cittadino di domani che si affaccia incuriosito al mondo di oggi, un mondo in cui crede, in questa epoca, quasi a tutto quello che gli viene esposto.
Attraverso questo stimolo continuo, non si farà di lui forzatamente un astronomo, e questo non è affatto necessario: un mondo di astronomi sarebbe intollerabile più che insopportabile.
Si otterrà comunque un risultato assai più rilevante e che lo segnerà forserà per sempre: si sarà fatto di lui un cittadino diverso, una persona che si commuoverà nell'intimo pensando alle dimensioni del cosmo o, come s'è scritto nella lettera di presentazione associativa, ai bracci a spirale della galassia, che considererà il tempo in maniera del tutto desueta, perché saprà dell'effemirità delle cose, riflettendo sul fatto che la luce delle stelle più vicine, che giunge ora al suo sguardo indagatore, ha iniziato il suo viaggio ai primordi della civiltà umana.
Un essere di tal fatta, si scusi l'espressione brutale, sarà necessariamente diverso dafli altri, perché incapace di fare del male: penserà in anni luce e soffrirà in secondi, e le miserie umane appariranno a lui come deviazioni del comune sentire che egli avrà con il tempo radicato nel suo animo.
Egli comprenderà alla fine che tutto si riduce ad unum, sarà forse un non credente, ma mostrerà una religiosità laica unica, assai più stimolante di alcuni estremi fanatismi religiosi.
Imparerà a considerare l'astronomia non come una scienza a se stante, ma come una concezione di vita, come un habitus di distinzione da proporre senza superbia ma umilmente, perché si porrà continuamente in discussione, non avrà dogmi o certezze, soltanto dubbi e volontà di appurare le sue intenzioni.
Questo avverrà se voi, insegnanti, saprete stimolarlo, ed avrete dato un senso maggiore alla vostra vita oltrechè a quella di altri.
Non giudicate retoriche o invasate queste parole che ho rivolto a voi, consideratale come un invito su cui riflettere, solo questo è quanto vi si chiede.

E.F.M