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  Associazione
Astronomica Ettore Majorana |
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Le
costellazioni conosciute si trovano lungo quellastriscia di
cielo comunemente individuata con il nome di Zodiaco: Il nome
zodiaco deriva dal greco zoion (animale), in quanto molte
di esse raffigurano animali. Le costellazioni sono fondamentali nello
sviluppo dell'astronomia in quanto segnano la prima sistematizzazione
di oggetti celesti. Per quanto ascientifica, non è poi da sottovalutare
la loro influenza sulla cultura popolare, per quella superstizione
che è ad esse viene attribuita di influenzare la vita dell'uomo.
Zodiaco può significare etimologicamente due cose : il cerchio
degli animali o il cielo della vita. Nel tempo sono stati
elaborati lo zodiaco, uno astronomico, relativo alle costellazioni,
e lo zodiaco astrologico, suddiviso in dodici sezioni uguali cui appartengono
dei segni (ariete, toro, gemelli, cancro, leone, vergine, bilancia,
scorpione, sagittario, capricorno, acquario, pesci)
Le costellazioni differiscono dai segni. Con
quest'ultimo termine ci si riferisce alle dodici parti eguali in cui
è suddiviso lo Zodiaco, quella fascia inclinata di 23°
sull'equatore celeste su cui il Sole sembra transitare nel corso dell'anno,
ognuna delle quali misura 30°. La divisione in dodici segni, che
coincide temporalmente con i mesi dell'anno, è frutto di una
convenzione, quella di organizzare l'anno in quattro periodi, di tre
mesi ciascuno, coincidenti con le stagioni.
In coerenza con quanto affermato nella prima parte di questo breve
discorso, in astronomia hanno rilevanza soprattutto quei miti (e quelle
leggende) con cui gli antichi cercavano di dare una spiegazione a
fenomeni naturali più grandi di loro ed in gran parte incomprensibili.
Il discorso astronomico-mitologico è così frutto di
un intreccio di credenza popolari e superstizioni (da una parte) ed
un timido approccio scientifico alla conoscenza del cielo.
Per quanto forniti di matematici e studiosi in genere di non indefferente
statura, a nessuno venne tuttavia in mente di dividere il cielo in
una grigli, anche perché non si sapeva dove posizionare l'origine
di questa griglia. IL reticolato celeste, così come lo conosciamo,
è frutto di un approccio relativamente recente. Credo che,
al contrario di quello che comunemente si crede, non fu solo il timore
di forze (per lui) soprannaturali che costrinse l'uomo antico a posizionare
nel cielo le varie divinità od i vari eroi o miti di cui nutriva
rispetto. Fu piuttosto un'altra esigenza che sottintende questa ma
non trova -ritengo- esclusivo fondamento su questo. Fu l'esigenza
di non sentirsi abbandonato del cielo, di non essere solo la note,
ma fu anche l'esigenza di poter navigare la notte, quando ciò
fosse necessario, con l'aiuto di quelle figure eroiche e... mitiche
cui per altri versi ci si rivolgeva anche nella vita quotidiana. Fu
così che si posizionarono in cielo, e non in maniera casuale,
eroi e dei che accompagnavano la quotidianità dell'uomo.
Tentativi relativi a raggruppare, più che a classificare stelle,
risalgono circa al 6000 a.C. Ritrovamenti nella valle dell'Eufrate
indicano come i popoli di quella terra individuavano già in
cielo il Leone, il Toro e lo Scorpione tra le stelle. Cominciarono
così i Babilonesi e seguirono a ruota gli Egizi. Ma furono
soltanto con i Greci che vennero compilati i primi cataloghi stellari,
se così si possono chiamare, rapportando alla loro tradizione
i corpi celesti splendenti nel cielo, che così presero il nome
che fu da essi imposto. Sorsero le costellazioni, raggruppamenti di
stelle individuate in base a personaggi eroici o famosi.
Un riferimento certo, di notevole rilevanza mitologica, si rinviene
nell'Iliade (libro XVIII), a proposito della descrizione di Omero
relativa allla creazione dello scudo di Achille da parte del dio Hephaistos.
Ai tempi di Omero, comunque, la gran parte delle costellazioni non
era associata con alcun mito, eroe o dio particolare. Si riferivano
semplicemente ad oggetti o ad animali, ad esempio la Lira o l'Ariete.
A datare dal quinto secolo invece, le costellazioni iniziarono, sempre
in numero maggiore, ad essere associate a miti ed Eratostene nel suo
Catasterismi completò la mitologizzazione del cielo:
è in questa fase, che si compie la fusione tra astronomia e
mitologia.
Il più completo catalogo
astronomico rimase a lungo quello redatto da Tolomeo l'Alessandrino:
questi catalogò 1022 stelle raggruppandole in 48 costellazioni.
L'Almagesto di Tolomeo resta ancora oggi, relativamente all'emisfero
boreale, la base di moderna delle costellazioni come anche riconosciuta
dall'Unione Astronomica Internazionale.
Tolomeo non creò, è naturale, le costellazioni. Egli
si limitò a dare corpo compiuto a tutte le informazioni giunte
sino a lui, creando un'opera sistematica. Fra le fonti cui attinse
va ricordata quella che è senz'altro la principale, il Catalogo
redatto da Ipparco di Nicea (II secolo a.C.) che era un compendio
delle cognizioni dell'epoca.
La letteratura dell'epoca non è da meno, e segue l'evoluzione
scientifica. Riferimento alle costellazioni, oltreché
nella già citata Iliade, si rinvengono nella Teogonia ed in
esiodo (Le Opere e i Giorni): qui compaiono l'Orsa Maggiore, Orione
e le Pleiadi. Eudosso, astronomo greco vissuto fra il 390 ed il 340
a.C., nei trattati Enoptron (Specchio) e Phaenomena (Apparenze), andati
perduti e di cui abbiamo notizia nell'opera di un altro greco (Arato
315-245 a.C.) dallo stesso titolo Phoenomena, fornisce la prima testimonianza
concreta di un sistema organizzato di costellazioni greche, sulla
base delle acquisizioni raggiunte dai sacerdoti egizi.
Il legame mitologico esistente fra i nomi e le costellazioni
è in gran parte confinato all'emisfero boreale, a quella parte
del mondo che subì cioè l'influenza della cultura greco-romana.
Gran parte dei nomi delle costellazioni circumpolari meridionali sono
di denominazione recente, essendo state introdotte dagli astronomi
a decorrere dal 1500 in poi a seguito della compiuta esplorazione
dell'emisfero australe.
Ecco allora una breve descrizione di quelle che piu' comunemente sono
state le origini mitologiche delle costellazioni e degli altri corpi
celesti conosciuti nell'antichità, ovvero i pianeti, il Sole,
la Luna e la Via Lattea.
Lista
delle Costellazioni
-
Ariete. Gli Egiziani vi riconoscevano il dio
solare Ra. Presso i Greci la costellazione è ricondotta
ad un episodio mitologico: Ermes affidò Elle e Frisso,
i figli del re di Tessaglia a quest'animale affinché li
conducesse nella Colchide lontano dalla matrigna. Durante il viaggio
Elle cadde sulla terra nella località dell'Ellesponto (oggi
stretto dei Dardanelli). Friso giunto a destinazionesacrificò
l'ariete conservandone la pelle (il vello d'oro) finché
Giasone non lo riprese.
-
Toro. Per i greci era uno dei trasferimenti usati
da Giove (Zeus) aveva conquistato Europa. Presso gli egiziani
rappresentava Apis, il bue sacro. Gli arabi scorgevano in Aldebaran,
l'occhio del Toro.
- Gemelli.
La costellazione raffigura i gemelli Castore e Polluce, i Dioscuri,
nati da una relazione di Zeus con Leda, regina di Sparta. Furono
veneratissimi dai Romani che dedicarono loro un tempio.
- Cancro
Capricorno. Nell'antichità cadevano qui i solstizi:
per questo i tropici portano ancora il loro nome. Il cancro rappresentava
il percorso a ritroso del Sole dopo la sua altezza massima, il
capricorno la rinascita del ciclo solare. Per i greci il capricorno
era la capra Amaltea che allattò Zeus.
- Leone.
Presso gli egizi rappresentava il dio Ra. Per i greci rappresentava
il leone ucciso da Ercole.
- Vergine.
La grande madre era demetra per i greci e Cerere per i romani.
Dea della fecondazione, tiene fra le mani la stella spica,
cioè il grano. Per gli egiziani era la dea Osiride.
-
Bilancia. Rappresenta il simbolo dell'equità
visto che l'equinozio d'autunno cadeva, nell'antichità,
in questa costellazione. E' l'unico segno di costellazione che
non rappresenti un animale
- Scorpione.
Rappresentava, presso gli egiziani, il mito dello scorpione che
punse Horus, il figlio del dio Osiride. I greci v'intravedevano
invece l'animale che Era inviò contro Orione a motivo della
vanità di quest'ultimo.
- Sagittario.
Essere immortale metà uomo e metà cavallo, insegnò
ad Escuplapio la scienza medica. Protettore di Achille, Giasone
ed Ercole che lo uccise per errore. Zeus lo volle in cielo con
sé a ricordo della sua saggezza.
- Acquario.
I greci vi individuavano Ganemede che dà da bere agli dei.
E' anche raffigurato come Zeus che versa acqua sulla terra da
cui origina il fiume Eridano.
- Pesci.Vi
sono rappresentati i pesci che salvarono Afrodite che li collocò
grata in cielo.
- Orsa
maggiore. Per i greci è Callisto, tramutata in
orsa da Era, gelosa, perché Zeus se ne era innamorato.
Per salvarla da Arcade che la stava uccidendo, inconscio della
sua identità, Zeus la collocò in cielo. Per gli
egiziani rappresentava il dio Seth.
- Orsa
minore. Presso gli egiziani era il cane del dio Seth.
I fenici si orientavano con la punta della sua coda che indica
il Nord.
- Triangolo.
Gli egiziani vi raffiguravano il delta del Nilo.
- Eridano.
Fiume celeste che secondo i greci conduceva all'Oceano. Secondo
gli egiziani raffigurava il Nilo.
- Orione.
Presso gli egiziani il dio Osiride. Per i greci era l'omonimo
cacciatore che sta cacciando la lepre, raffigurata nella icina
costellazione, come i cani che seguono Orione.
- Cane
maggiore e Cane minore. I cani che seguono il cacciatore
Orione. Il primo dei cani per gli egiziani era il dio Anubi e
la dea Sothis-Iside. Dal nome della costellazione deriva il termine
canicola, il periodo più caldo dell'anno: Sirio,
splendente nel Cane, indicava, al sorgere, il solstizio d'estate.
- Lepre.
L'animale cacciato da Orione.
- Auriga.
Figlio di Atena, l'ideatore della quadriga. La stella Cappella
della costellazione è Amalthea, la capra che allottò
Zeus.
- Carena
Poppa e Vela. Costellazione australe conosciuta già
in epoca antichissima. All'inizio raffigurava la sola nave Argo
e simboleggiava la ricerca del vello d'oro.
- Bifolco.
Rappresenta Arcade, figlio di Callisto e Zeus che stava uccidendo
l'Orsa (sua madre) ignorando che era stata trasformata da Era
in Orsa. Tiene al guinzaglio i cani.
- Chioma
di Berenice. I greci immaginavano rappresentasse i capelli
di Berenice, moglie di Tolomeo, che promise di tagliarseli se
il marito fosse tornato vittorioso dalla guerra in Siria.
- Corona
Boreale. Arianna, destinata ad essere sacrificata al
Minotauro, è liberata da Teseo che poi l'abbandona su di
un'isola. Fu soccorsa da Dioniso che per conquistarla le donò
la corona.
- Ofiuco.
Anticamente il serpentario, rappresentava Esculapio che stringe
nella mano il simbolo di questa scienza, il serpente.
- Corvo.
L'uccello sacro ad Apollo viene immaginato mentre becca l'Hydra,
nei pressi del Cratere. Apollo lo collocò in cielo, assieme
all'Hydra, per punire entrambi.
- Aquila.
Uccello sacro a Zeus che punì Ganimede, poi coppiere degli
dei.
- Pesce
australe. Costellazione di origine siriana. Rappresenta
un pesce che attinge acqua dall'acquario, adiacente costellazione.
- Delfino.
Vi si raffigura l'animale che aiutò Arione, un poeta greco
inviato in Italia che derubato e gettato in mare durante il viaggio
di ritorno, fu salvato da un delfino.
- Cigno.
L'uccello che cercò di salvare Fetonte che si impadronì
del carro solare e provocò distruzione in cielo e terra.
Zeus per punirlo annegò Fetonte nel fiume Eridano, ed il
Cigno tento di salvarlo inutilmente. Zeus commosso dal gesto dell'animale
lo collocò in cielo. Per i primi cristiani era la Croce
di Cristo.
- Perseo.
E' raffigurato mentre solleva la testa della Medusa il cui occhio
è la stella Algol, per gli arabi l'occhio del diavolo.
Il mito è legato con Andromeda.
- Andromeda.
Figlia di cefeo e Cassiopea, destinata in sacrificio al mostro,
attendeva la sua fine legata alla roccia Fu liberata da Perseo.
- Cassiopea.
Impersona la regina d'Etiopia che recò offesa alle Nereidi,
figlie di Nettuno, sfidandole in bellezza. Nettuno la punì
scagliondole contro il suo popolo un mostro marino.
- Cefeo.
E' il marito di Cassiopea ed il padre di Andromeda Offrì
la figlia in sacrificio al mostro per calmare l'ira di Nettuno.
- Pegaso.
Cavallo alato partorito da Medusa e donato da Nettuno a Bellerofonte
per sconfiggere la Chimera. Bellerofonte tentò di salire
sull'Olimpo, ma Zeus lo face cadere, salvando Pegaso riuscito
nel frattempo nell'impresa.
- Ercole.
Era, moglie di Zeus, tentò di ucciderlo con un serpente
che Ercole strangolò. Grazie alla sua forza, supera le
dodici provi, sconfiggendo l'Hydra, il leone, il Drago,...
- Drago.
E' l'animale custode del giardino delle Esperidi, sconfitto da
Ercole.
- Idra.
Mostro a sette teste sconfitto da Ercole. Rappresenta anche il
serpente punito da Apollo.
- Lira.
Strumento inventato da Ermes e suonato da Orfeo.
- Freccia.
Il dardo che Apollo scagliò contro i Ciclopi per vendicare
la morte di suo figlio esculapio.
- Ara.
Rappresentava l'altare del Centauro o di Dioniso.
- Cavallino.
Antica costellazione babilonese.
- Balena.
Il mostro marino cui fu sacrificata Andromeda.
- .
Altri
oggetti celesti
- Via
Lattea. Secondo i Greci il latte perduto
da Era, che si sparse in cielo, mentre questa allattava Ercole,
abbandonato dalla madre Alcmena subito dopo la nascita per paura
di vendette da parte della moglie di Zeus. Zeus stesso fece in
modo che la propria moglie lo trovasse e lo allattasse rendendolo
così immorftale (semideo). Altri miti raffigurano la Via
lattea come il percorso celeste che conduce al regno dei morti.
- Iadi.
Figlie di Atlante. Sono le sette ninfe che allevarono Dioniso.
- Pleiadi.
Altre sette figlie di Atlante poste in cielo da Zeus per la loro
saggezza.
Sole
e Pianeti
- Sole.
Consacrato al dio Elios, divinità della luce e del calore.
Nella mitologia Elios guida il carro del Sole preceduto da sua
sorella Eos (l'Aurora). Alla sera dà il cambio alla sorella
selene (la Luna). Gli egiziani vi vedevano il dio Amon-Ra ed il
dio Aton.
- Luna.
E' da sempre legata alla notte ed al culto dei morti. I romani
vedevano in lei Diana, gli egiziani Iside.
- Mercurio.
Il dio Ermes, identificato come la velocità e l'astuzia,
ed inventore di arti, fra cui musica, astronomia,... Protettore
dei mercanti e messaggero degli dei.
- Venere.
Dea della bellezza e dell'amore, incarna soprattutto il mito della
grande madre come fecondità.
- Marte.
Ares per i greci, era il dio della guerra. Per i romani il padre
di romolo e Remo. In suo onore fu chiamato il mese (Marzo) con
cui iniziavano le operazioni militari dopo la pausa invernale.
In battaglia guidava il suo carro con i figli Deimos (la paura)
e Phoibos (il terrore).
- Giove.
Re degli dei e dei pianeti, I suoi satelliti maggiori (nomi assegnati
da Galileo) richiamano quelli delle sue amanti. Tuoni e fulmini
erano i suoin strumenti per manifestare la sua potenza.
- Saturno.
Il dio che presiedeva allo scorrere del tempo (Crono per i romani)
e padre di Zeus. Regnò sul mondo dopo aver sposdestato
ed evirato il padre
- Urano.
Nettuno e Plutone sono pianeti i cui nomi sono stati
assegnati in epoca recente. Dei del mare e degli inferi.
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