Associazione Astronomica Ettore Majorana
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  - Sul Mito -

Un discorso sulla mitologia potrebbe iniziare con queste parole; in principio era il caos... Ma dovremmo subito precisare che la parola "caos" non ha in lingua greca la stessa valenza che oggi siamo usi darle. kaos non identifica necessariamente un senso di disordine, ma più precisamente una materia organizzata secondo principi le cui regole a noi sfuggono. Così, se ci riferiammo ad un certo momento della nostra epoca remotissima, dovremmo immaginare un periodo in cui lo spazio era infinito e non esisteva il tempo, almeno come noi oggi lo concepiamo ora. Questo stato è per noi il kaos unicamente perché non siamo in grado di immaginarlo e di concepirlo. Questo stato fu, per l'uomo antico, ed in specie per la cultura greca, una fucina da cui sorsero forze misteriose, troppo potenti per la mente umana di allora, tanto che s'avvertì il bisogno di trasformarle in divinità.
Quanto era tale da suscitare più spavento che ammirazione fu presto personificato in divinità dunque, e nacquero così Gea (la Terra), Eros (un dio d'amore che presiedeva all'unione), Urano (il cielo stellato),... Dall'unione di tali forze fra di loro nacquero in seguito altre divinità; nacque il chiaro giorno, nacque Etere, il rarefatto. Nacquero le Parche e la Discordia, nacque il Destino come la Morte, nacque Crono, i Titani,... il tempo. Ciò fu in origine.
Prima di addentrarsi nel discorso dal nostro punto di interesse, la mitologia celeste, si deve spendere qualche parola sul mito. Questo termine nel nostro linguaggio ha teso sempre più ad aggettivarsi, per cui per definire qualcosa di eccezionale, splendente, stupefacente, sovente, quanto impropriamente si usa l'aggettivo "mitico". Ma questa è una degradazione del termine e per nulla corrispondente al suo reale significato.
Il mito è null'altro che una categoria del pensare, una maniera dogmatica di porre le questioni usata spesso dagli antichi per spiegare concetti profondi che risultavano così in maniera assai più comprensibile. Se Platone (Repubblica, II) parla del mito come di una commistione fra verità e falsità, purtuttavia non bisogna giungere alla conclusione che il mito è da scartare del tutto per le falsità che contiene.
Bacone è convinto anch'egli che il mito contenga le verità e che sia per ciò stesso conoscenza, anche se specifica che tale conoscenza sarebbe di un grado inferiore perché riconducibile all'intelletto e non alla ragione, un grado inferiore di verità razionale. Vico, peraltro, che ha portato nella Scienza Nuova un contributo fondamentale allo studio del mito ricordando che mito, in lingua greca, significa storia vera, vede il mito come un guscio che al suo interno racchiude simboli originari di verità cui si può accedere solo con l'intuizione, non con la scienza.
Intorno al mito, ed alla mitologia, tutte le ipotesi sono veritiere, e nessuna è falsa. Il mito ha assolto nel pèassato più che degnamente alla sua funzione: quando ancora non esisteva la storiografia scientifica (e se fosse esistita gli uomini d'allora non sarebbero stati -nella gran moltitudine- in grado di comprenderla), il moto, vestitosi dei panni della credenza popolare, è servito per stabilire un'ipotesi prima ed un modello di condotta civile poi, sia questa condotta identificabile con una qualsiasi condotta religiosa, sia questa riconducibile ad una più ampia condotta morale, ad una certa tipologia comportamentale.
Il mito è stato quindi, e questo è indiscutibile, il primo fondamento delle società civili: senza di esso non sarebbe concepibile il passo successivo al mito, il "logos", il vero discorrere intorno alle questioni matematiche, filosofiche, naturalistiche,... Ancora oggi nel nostro parlare troviamo le tracce di una così profonda incidenza: il termine panico deriva dal dio Pan, l'espressione "piantare in asso" deriva dalla storia di Arianna, l'aggettivo titanico dalla saga dei Titani, per esprimere che ci si trova in un intreccio di cui non si viene a capo (sia reale che metaforico) si usa il termine dedalo, e così via dicendo.
Qui non spetta indagare la vera natura del mito, ma soltanto rilevare che qualsiasi possa essere stata la sua oprigine, quella forza misteriosa che è la mitologia ci aiuta a comprendere tantissimo delle conoscenze antiche.

   
 
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