Fra le tante ipotesi, si va diffondendo da anni e sempre più con insistenza, quella chiamata la ''pista argentina'', che sarebbe però più logico ribattezzare ''pista tedesca''. A questa riservo alcune righe invitando il lettore comunque sempre ad un'indagine di quanto qui proposto che pur potendo apparire a tratti fantasioso, presenta tuttavia alcuni solidi appoggi reali
Diverse testimonianze sembrano parlare a favore di una pista argentina, terra di rifugio ottimale per molti gerarchi e collaboratori del terzo Reich.
La tesi sostenuta sarebbe in sostanza questa: E. Majorana
non si sarebbe affatto suicidato (si ricordi che il corpo non fu mai trovato) ma si sarebbe volontariamente eclissato per una serie di motivi, fra i quali i due più importanti sarebbero questi: 1) il mai sopito contrasto con E. Fermi, 2) l'essersi trovato starordinariamente a suo agio nell'ambiente tedesco secondo i resoconti che egli stesso ci fornisce, dove una maggiore organizzazione ed efficienza, una valutazione fatta esclusivamente sui meriti, sembrava indirizzarlo. Forse egli non pensava che la guerra era prossima, forse! Ma il fatto potrebbe essere anche nel senso che una volta gettatosi fra le braccia dell'allora alleato non sarebbe più stato tanto facile uscirne.
Fra i tanti indizi che sembrano condurre alla pista argentina ce ne sono alcuni di recenti e relativamente rtecenti.
1) Nel corso della trasmissione televisiva del 30 settembre 1987, Salvo Ponz de Leon, autore dello stesso programma, dichiarava E. Majorana viveva in Argentina, tra Rosario e Santa Fè, frequentando con assiduità l' hotel Continental di Buenos Aires e un gruppo di amici nella capitale argentina. Qui è disponibile l'estratto della trasmissione pubblicato su Repubblica del 30 settembre 1987.
2)
Nel corso della trasmissione televisiva ''Chi l'ha visto?'' del 15 dicembre 2008 è stata prodotta da parte di un conoscente del presunto periodo argentino una foto in cui sembra di riconoscere chiaramente ed inequivocabilmente E. Majorana: la foto fu scattata in Argentina o in un paese limitrofo durante una vacanza: non ricordo bene a memoria il testo della trasmissione a distanza di anni, e purtroppo la documentazione relativa, che pure vidi, non è più presente sul sito della RAI.
3) Il quotidiano ''La repubblica'' nell'edizione domenicale del 17 ottobre 2010 ha pubblicato due pagine (32 e 33) alla scomparsa di E. Majorana, oltre a replicare la notizia nella prima di copertina. Pezzo clou dell'articolo era rappresentato da una foto scattata nel 1950 in cui, e il fatto sembra accertato da analisi computerizzate di ricostruzione facciale, a fianco di Adolf Eichmann. Quello che rileva non è tanto la vicinanza ad Eichmann che può essere anche frutto di un caso, ma il fatto che quella foto relativa al (pur sempre) presunto sbarco in Argentina da parte di Eichmann, Majorana e tanti altri che avevano la terra bruciata, s'incastra con una lettera di Gilberto Bernardini a Giovanni Gentile jr. che riporta testualmenete ''...Caro Giovanni come puoi immaginare la notizia di Majorana mi ha dato una vera gioia... non è una cosa così tragica come si pensava... '' Bernardini non rivela la fonte della notizia, potrebbe essere stato lo stesso Majorana o addirittura una cosa risaputa in un ristretto ambito scientifico (e forse politico), ma l'affermazione se non può essere sposata ad occhi chiusi merita comunque la più attenta considerazione. Certo è che se si deve prestar fede alle osservazioni di Bernardini, ed invero non c'è motivo di dubitarne, è chiaro che si rallegra per una buona notizia, non certo per una funesta. Qui è possibile scaricare l'articolo de ''La Repubblica''.